La gaufre è anche nota come waffle, anche se differiscono nella ricetta. E’ un dolce a cialda, croccante fuori e morbido internamente, cotto su doppie piastre roventi che gli conferisce il caratteristico aspetto goffrato, cioè una superficie a grata.
Ne esistono diverse varianti, dalla Francia, dal Belgio, dalla Germania, dalla Scandinavia e dai Paesi Bassi. In Italia esiste un dolce pressoché identico in Abruzzo e in Molise, chiamato “Ferratella“, ma anche in Alta Val di Susa esistono dolci simili chiamati “Gofri“.
Si ritiene che le gaufre abbiano origine nell’antica Grecia, dove sono state identificate con le cialde chiamate ὀβελίας obelías. Nel Medioevo i cuochi cucinavano frequentemente tortine chiamate gaufre, che in francese antico significa “nido d’ape”, e le fonti suggeriscono che venissero consumate con il formaggio o con il miele.
Anche a Malta e Gozo nel XII secolo si preparavano waffle che venivano venduti fuori dalle chiese, specialmente durante le feste. Venivano cotti con ferri per waffle, due piatti metallici circolari fissati assieme con braccia di circa 80 cm per poterli posizionare direttamente sul fuoco.
Le gaufre, come altre preparazioni simili, erano un augurio di buona fortuna e buona salute e venivano preparate tradizionalmente per la festa della Candelora e per il Martedì Grasso, ultimo giorno di Carnevale prima della Quaresima. Le piastre per gaufre comparivano in molte doti familiari come dono e augurio di nozze felici.
Esistono numerosi tipi di piastre che cuociono gaufre a forma di cuore, di fiore, di cerchio, o di pupazzetto e nuove versioni si diffondono sempre più.
Le gaufre del Belgio sono di due tipi diversi: quelle di Bruxelles hanno un contorno perfettamente rettangolare e un impasto a base di latte, acqua, burro, uova, farina,zucchero, lievito di birra e aromi (vaniglia). Sono delle gaufre poco dolci, solitamente spolverate con zucchero a velo o servite con della panna montata (e/o frutto e gelato). Le gaufre di Liegi hanno contorno smussato, a nido d’ape, e impasto a base di farina, poche uova, latte, (o ), lievito di birra, un pizzico di sale, zucchero vanigliato e zucchero in grani (sucre perlé), un tipo particolare di zucchero, a forma di perle appunto, che non si scioglie nell’impasto. Sono gaufre decisamente più dolci di quelle di Bruxelles e si mangiano solitamente senza accompagnamento.
In Belgio sono particolarmente gradite come doni in occasione del Sint Maartens Dag, cioè del giorno di San Martino (11 novembre). Si accompagnano a zucchero a velo,sciroppi, panna, marmellata, frutta, noci, nocciole, mandorle, cioccolata, burro, ma anche al salato (pesce, formaggio, carne).
La versione che vi do io oggi è quella col lievito chimico, non col lievito di birra. Diciamo che è la ricetta dei waffle però con la forma dei gaufre.
- 125 g burro fuso
- 175 g Zucchero semolato
- 3 uova
- 1/2 bustina Lievito
- 1 bustina Vanillina
- 250 g Farina “00”
- 1/2 succo e buccia Limone
- 1 pz Sale
- qb Latte fresco intero
- In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero, il sale e la vanillina
- Aggiungere la farina e poi il burro fuso raffreddato. Mescolare bene con la frusta e aggiungere il succo e la buccia di limone. Infine aggiungere il lievito e un pò di latte. Il composto dev'essere molto denso.
- Lasciar riposare per mezz'ora in frigo.
- Mettere un mestolino di pastella nella piastra apposita e lasciar cuocere fino a quando non si accenderà la lucina che ci segnala di poter aprire la piastra e togliere il gaufre.
- Posizionare il gaufre su un piatto. Spolverare con zucchero a velo e farcire a piacere.
- Io ho cotto i gaufre nella macchina apposita per i gaufre. Si trova tranquillamente nei negozi di elettrodomestici e non costa molto.